15 Vocaboli Tedeschi usati nell’italiano comune

Vocabolario della lingua Tedesca
15 Vocaboli Tedeschi usati nell’italiano comune

Molti italiani sono talmente abituati, da non farci più caso: è vero, anche noi utilizziamo correntemente e quasi inconsapevolmente delle parole di origine germanica, parlando in italiano. Vediamo quali sono.

Vediamo quali sono i 15 Vocaboli Tedeschi usati nell’italiano comune

Blitz: il suo significato vero e proprio è lampo. Nel gergo militare, indica un movimento, ben organizzato, veloce e spesso di successo, di squadre della polizia o simili, mirato alla cattura e all’arresto di malviventi.

Questo lemma è in realtà salito alla ribalta grazie al termine composto Blitzkrieg, guerra lampo, negli anni del secondo conflitto mondiale.


Hinterland: si tratta di una parola composta da hinter, dietro e Land, terra. La traduzione letterale non deve ingannare i lettori, perché con Hinterland in italiano ci si riferisce di solito a una provincia, al territorio che circonda una città, ad esempio l’Hinterland milanese.

Leitmotiv: le parole che abbiamo visto finora hanno una pronuncia piuttosto facile, ma per Leitmotiv ci si deve ricordare che la prima parte di questo lemma, in cui ci sono le vocali e ed i vicine, si pronuncerà “lait”. Anche questo è un composto formato appunto da Leit, che proviene da leiten, condurre, e Motiv, motivo. Si tratta del motivo, nel senso del tema principale di un discorso o di uno scritto, che lo conduce: se volessimo dirlo in francese, è il fil rouge.

Diesel: questa parola, che tutti gli italiani sanno pronunciare perfettamente, in realtà è il cognome del signor Rudolf, che ha brevettato il primo motore nell’Ottocento a Berlino, passato poi alla storia per essere stato montato sulle auto Mercedes-Benz, altro marchio tedesco ben noto in Italia, la cui sede principale si trova a Monaco di Baviera.

Bosch: come Diesel, anche Bosch è un cognome, precisamente del signor Robert. È questa un’altra azienda multinazionale tedesca impegnata nella fornitura di componenti per la costruzione di automobili e ha la sede principale a Stoccarda.

Volkswagen: anche questa parola composta ci fa rimanere in tema automobilistico. Volk significa popolo, Wagen originariamente descriveva il carro ma, col passare del tempo, è stata impiegata anche per indicare l’auto. Volkswagen è dunque l’auto del popolo: un’azienda che, alla sua nascita, produceva veicoli che tutti, anche i lavoratori più umili e modesti, potevano permettersi.

Kaiser: in tedesco significa imperatore e in effetti proviene dal nome latino Caesar, Cesare. In italiano si incontra spesso anche in espressioni scurrili, con allusioni volgari.

Kaputt: questo vocabolo è spesso sulla bocca degli italiani, piace molto perché esprime qualcosa che non funziona più definitivamente. La sua traduzione è infatti rotto.

Kitsch: è un aggettivo che descrive qualcosa di brutto, di cattivo gusto, tutt’altro che elegante ed è usato in riferimento all’abbigliamento o all’arredamento, in un’ottica puramente consumista.

Fӧhn: italianizzata in Fon o Phon, in italiano denota l’asciugacapelli, ma in realtà proviene dal vento caldo e secco, che in latino si chiamava Favonius (in italiano Favonio), ed è citato dal poeta Orazio nei suoi poemi che descrivono l’arrivo della primavera.

Müsli: c’è chi lo mangia ogni mattina a colazione col latte e chi preferisce mischiarlo con dello yogurt. Con questo termine ci si riferisce semplicemente ai cereali, magari accompagnati anche da frutta secca o scaglie di cioccolato.

Krapfen: questo nome ha origine austriaca e indica uno squisito dolce fritto e ripieno di marmellata, crema o cioccolato, molto diffuso in Italia, anche chiamato bombolone. Da sottolineare che in Germania si possono incontrare altri nomi per indicare tale dessert, a seconda delle regioni.

Speck: chi lo compra o lo mangia spesso, saprà che Speck deriva proprio dall’Alto Adige (o se si preferisce mantenere la dicitura tedesca, dal Südtirol). Questo prelibato salume è diffuso in tutta Italia, tuttavia dalla sua terra d’origine provengono altri squisiti piatti dai nomi germanizzanti, meno conosciuti sul territorio italiano.

Würstel: ancora in tema gastronomico, questa parola, così com’è usata in italiano, non esiste effettivamente in tedesco; anzi la vera parola tedesca è Wurst: questo vocabolo è usato per indicare la salsiccia.

Pubblicato dalla docente: Michela