Come tradurre 12 parole tedesche che non esistono in italiano

Vocabolario della lingua Tedesca
Come tradurre 12 parole tedesche che non esistono in italiano


Come tradurre 12 parole tedesche che non esistono in italiano

Ti è mai accaduto di trovarti di fronte ad una parola tedesca che non ha un suo diretto corrispondente in italiano?                                                               

Se ti è già capitato, o se ti dovesse capitare, qui puoi trovare alcune informazioni utili, che ti aiuteranno a trasformare la difficoltà del momento in una bella opportunità di approfondimento, non solo della lingua tedesca ma anche dell’universo di pensiero e valori che essa esprime.                                                                                                                                                         

Imparare una nuova lingua, infatti, oltre a favorire la creazione di nuove connessioni neuronali, dunque potenziare il cervello e mantenerlo giovane, permette anche l’espansione della consapevolezza, estendendo la nostra esperienza della realtà e delle sue possibili rappresentazioni.

Nel nostro articolo “15 Vocaboli Tedeschi usati nell’italiano comune“, abbiamo già visto alcune aree semantiche coincidenti tra lingua tedesca e lingua italiana, adesso soffermiamoci invece su “come tradurre 12 parole tedesche che non esistono in italiano” e che è possibile tradurre solo con una perifrasi. Vediamo come!

  1. Weltschmerz

Letteralmente Weltschmerz significa “dolore del mondo”. E’ un termine coniato da Johann Paul Friedrich Richter, scrittore e pedagogista tedesco vissuto nell’Ottocento.

Si riferisce all’inevitabile dolore esistenziale che, secondo la sensibilità del Romanticismo tedesco, accompagnerebbe la sorte degli uomini, impotenti di fronte ai mali del mondo e costretti in una realtà (quella fisica) che non può mai soddisfare le domande della mente.
Questa espressione, così ricca di significato simbolico, potremmo tradurla con  “dolore universale”, o anche “dolore cosmico”.

Di tutt’altro significato è invece la prossima espressione che andiamo ad approfondire: Vorfreude.

  1. Vorfreude

Letteralmente significa “pre-felicità”.
Immaginati che stai per rincontrare dopo tanto tempo la persona che ami. Mancano solo poche ore all’attesa, ti prepari, ti prefiguri l’incontro e sperimenti questa particolare sensazione di gioia, Vorfreude, che potremmo appunto tradurre con “gioia dell’attesa”.

Dal guardare al futuro, passiamo invece adesso al guardare in retrospettiva con un termine particolarmente simpatico ed originale: “Treppenwitz”.

  1. Treppenwitz

Significa letteralmente “scherzo delle scale”.

Prima o poi sperimentiamo tutti una situazione del tipo: qualcuno ti dice qualcosa  che ti sorprende e ti lascia senza parole, quindi sul momento non riesci proprio a rispondere e fai scena muta. Ma appena ti sei allontanato dalla situazione, magari proprio mentre stai scendendo le scale e uscendo, la risposta giusta ti viene improvvisamente in mente: “Ah! Avrei dovuto rispondere così!”. Naturalmente a quel punto è già troppo tardi per usarla…almeno per quella volta!

Questo fenomeno in tedesco è chiamato appunto Treppenwitz che, a seconda del contesto più o meno lieve che sia, può essere tradotto con “brutto scherzo”,  “paradosso” o “crudele ironia”.

Abbandoniamo il rammarico e passiamo con il nostro prossimo termine, Schadenfreude, al gioire per qualcosa….anche se la motivazione non è proprio delle migliori!

  1. Schadenfreude

Questa parola è composta da due termini: Freude che significa “gioia”  e Schaden che vuol dire “danno”. Quando si prova la Schadenfreude e in che cosa consiste?

Anche se è difficile ammetterlo, la proviamo più spesso di quel che sembra e di quel che vorremmo.  Si sperimenta quando proviamo piacere di fronte alla sfortuna altrui, perché magari consideriamo quella data persona un nostro competitor o un nemico, o semplicemente perché il fallimento altrui va a compensare illusoriamente la nostra disistima.

In italiano è impossibile rendere questo concetto con una sola parola. Il più sinteticamente possibile potremmo tradurlo con “godere del male altrui”, oppure  più semplicemente “compiacimento malevolo”.

Quasi all’apposto è invece il significato della prossima parola che prendiamo in considerazione: Fremdschämen.

  1. Fremdschämen

Fremd significa “altrui” ( o anche “straniero”),  e sich schämen “vergognarsi”.

Con Fremdschämen i tedeschi indicano il provare imbarazzo per quello che sta facendo un’altra persona, non consapevole di quanto si stia rendendo ridicola.
Vi è  successo anche a voi qualche volta?!

Nella traduzione italiana potremmo utilizzare l’espressione “provare vergogna per qualcun’altro”.

In altre occasioni può capitare però che siamo invece noi a diventare ridicoli, come è il caso della  nostra prossima parola, Drachenfutter.

  1. Drachenfutter

Letteralmente significa “cibo del dragone”.

Ipotizziamo che hai dimenticato il tuo anniversario di matrimonio e tua moglie è  arrabbiata nera con te. Cosa fai?
Le fai un regalo all’ultimo minuto per riparare alla tua dimenticanza. Ecco, quello è il “cibo del dragone”, ovvero: “un dono fatto per porre rimedio ad un errore”.

Sempre di errore si tratta anche a proposito della nostra prossima parola: Geisterfahrer.

  1. Geisterfahrer

Letteralmente significa “L’autista fantasma”.

Il Geisterfahrer è colui che imbocca una strada nel senso di marcia sbagliato.
Possiamo tradurre il termine con l’espressione “conducente contromano”.

Questi sicuramente ingenera panico, un concetto che ha a che fare con la nostra prossima intrigante parola: Torschlußpanik.

  1. Torschlußpanik

In questa parola è condensata una storia di secoli.

Durante il Medioevo, quando si vedeva avvicinarsi un’armata pronta a dare battaglia, chiunque si trovasse fuori dal castello si precipitava sul ponte levatoio per mettersi in salvo ed entrare dal portone che stava per chiudersi. Non si poteva aspettare o rimandare: quello era il momento di correre e fare presto.

Oggi questo termine descrive una forma emotiva che assale quando sentiamo il tempo stringersi. Proviamo allora ansia o addirittura panico quando ci si rende conto che la nostra vita va avanti, l’orologio biologico incalza e ogni giorno che passa diminuiscono le chance di realizzare i nostri sogni.

Pressati da questa tensione emotiva, siamo portati a compiere scelte affrettate, correndo verso portoni che questa volta sono metaforici, ovvero i nostri sospirati obiettivi che temiamo di non raggiungere.

Per tradurre quest’unica parola ci serve un’intera espressione: “ansia per la paura di fallire nella vita”.
Presi dal panico, potremmo così essere indotti a scegliere il primo lavoro che ci dia stabilità economica ma che in fondo non ci piace, oppure sposarci per la paura di rimanere soli.

Appartenente ad un ambito semantico per certi versi affine, è il nostro prossimo termine: Herbstmelancholie.

9.    Herbstmelancholie

Un’unica parola per descrivere l’emozione che si prova in una particolare stagione dell’anno, quando l’estate è ormai alle porte e l’inverno si avvicina: la malinconia d’autunno.

La malinconia spesso è connessa con il tema della solitudine, ed ecco che prendiamo in considerazione il termine Zweisamkeit. Ma questa volta il concetto di solitudine assume un’accezione positiva….vediamo quale!

  1. Zweisamkeit

Letteralmente significa “solitudine in due“, ed è un’altra delle tante parole tedesche intraducibili tout court in italiano. Indica quello stato idilliaco di solitudine che si affronta in due, tipico di una coppia che intenzionalmente si isola dal mondo per godere della propria totalizzante unione.

Zweisamkeit è una parola magica. Unisce infatti concetti opposti, costituendo un ossimoro armonioso. Indica la straordinarietà di una “solitudine condivisa”, l’esser soli in compagnia di qualcun’altro.

Approdiamo così alla nostra penultima parola: Freizeitstress.

11.   Freizeitstress

Significa “stress da tempo libero”, ed indica quel nervosismo che si prova quando ci si annoia e si cerca disperatamente di fare qualcosa. In questo modo si finisce per riempire di attività anche il cosiddetto tempo del riposo, che viene perciò vissuto in maniera stressante perché non siamo più abituati a fermarci, ascoltarci, guardarci dentro, senza mettere in campo mille attività che ci distraggano da noi stessi.

Ed eccoci finalmente arrivati all’ultimo termine delle 12 parole tedesche che non esistono in italiano che studiamo e che è a nostro avviso il più affascinante: Fernweh.

  1. Fernweh

Letteralmente significa “nostalgia dell’altrove”. È il forte bisogno di viaggiare, di esplorare il mondo; indica perciò la nostalgia per lo sconosciuto. E’ l’opposto di Heimweh, la nostalgia di casa.

Con Fernweh siamo trasportati nel mondo dell’ulteriorità, dove si protende verso una crescita che non ha confini, una conoscenza che si espande all’infinito e che sola può soddisfarci. 

Pubblicato dalla docente: Manola

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