Differenze tra nominativo e accusativo in tedesco

La grammatica della lingua Tedesca
Differenze del Nominativo o accusativo in tedesco

Nominativo o accusativo? La differenza tra i due casi.

Il tedesco presenta una caratteristica, i casi, che non ci sono nella lingua italiana e per questo, talvolta, si rivelano un vero e proprio enigma nella composizione della frase. Tuttavia, chi ha nozioni di latino, greco, o per esempio anche russo, sa bene di che cosa si tratta.

Il nominativo, l’accusativo, il dativo e il genitivo

In tedesco si utilizzano tuttora quattro casi, il nominativo, l’accusativo, il dativo e il genitivo: l’insieme dei casi si definisce declinazione.

Per alleggerire il tutto, bisogna però ammettere che il genitivo sta cadendo lentamente in disuso e che viene sostituito sempre più dalla preposizione von (di), seguita da un nome al dativo. Questo chiaramente agevola chi si approccia allo studio del tedesco.

Il nominativo

Ora però focalizziamoci sul caso principale, quello senza il quale è impossibile formare un enunciato: il nominativo. Al caso nominativo si troverà il soggetto, che è la persona, l’animale, la cosa reale o astratta che compie l’azione descritta nella frase.

Per esempio, se in italiano dico: il ragazzo scatta una foto, è il ragazzo a compiere l’azione. Pertanto traducendo in tedesco, il ragazzo dovrà trovarsi al nominativo, che di solito è il modo in cui si trova una parola quando la si cerca sul dizionario.

Quindi si avrà: der Junge schießt ein Foto. Si ricorda inoltre che in tedesco, la persona, l’animale, la cosa reale o astratta che compie l’azione descritta nella frase (in una parola il soggetto), deve sempre essere esplicita e ben individuabile; a differenza dell’italiano, in cui spesso e volentieri si tende a non specificare chi compie l’azione.

Si pensi ai pronomi personali: non sempre si dice io vado a fare la spesa, ma soltanto vado a fare la spesa; oppure tu esci stasera? Ma soltanto esci stasera?

Ecco, giusto per avere un’idea, in tedesco sarebbero accettabili solo le seguenti frasi: io vado a fare la spesa oppure tu esci stasera?

In tedesco infatti anche i pronomi come ich, du, er, sie, es e così via devono sempre essere scritti e pronunciati. È per questo che il nominativo c’è sempre!

Si osservi il seguente esempio. Ich koche. (Io) cucino.

Per costruire un enunciato minimo, che abbia significato, in tedesco sono quindi necessari due elementi: il soggetto, che sia un nome di persona, di animale oppure di cosa concreta o astratta, sempre al nominativo e subito dopo un verbo che descriva l’azione eseguita dal soggetto. In italiano invece, a volte ne basta solo uno: cucino è già una frase di senso compiuto.

L’accusativo

Passiamo adesso al secondo caso più importante: l’accusativo, che tuttavia non deve necessariamente esserci, affinché una frase abbia senso. Comunque, per comprendere il suo uso, basta riflettere in italiano su questo esempio: io accuso te.

Chi compie l’azione? Io.

Qual è l’azione? Accuso.

Chi è l’accusato? Te.

Questo piccolo ragionamento serve per capire che l’azione passa da me a te: l’accusato, per così dire, è la persona, l’animale, la cosa reale o astratta che non fa nulla all’interno della frase, ma si trova lì per completare la mia azione. 

Te, in questo esempio, non ha nessun ruolo: 

Si può dire che subisce l’azione compiuta dal soggetto, ma è più semplice dire che si trova lì per essere accusato e non esegue nessun compito: perciò si trova al caso accusativo (il caso del complemento oggetto).

L’accusativo rappresenta uno dei terzi elementi complementari alla frase semplice; infatti ad essa, oltre al nominativo e al verbo si può aggiungere un accusativo, per iniziare ad arricchire leggermente il discorso, senza complicarlo troppo usando gli altri casi.

Nel primo esempio in italiano, il ragazzo scatta una foto, una foto è ciò che scatta il ragazzo. Traducendo in tedesco, una foto dovrà essere dunque all’accusativo: è il complemento oggetto della frase; si potrebbe dire che in teoria non serve a nulla perché non compie qui nessuna azione.

L’enunciato, così come in italiano, anche in tedesco è sempre: der Junge schießt ein Foto.

È utile pure rammentare che gli articoli, determinativi o indeterminativi, a cui si accompagnano i nomi comuni sono i principali indicatori dei casi.

Gli articoli indeterminativi, sempre singolari, al femminile (eine) e al neutro (ein) sono uguali sia al nominativo che all’accusativo; solo quello maschile cambia: il nominativo è ein, l’accusativo einen.

Gli articoli determinativi singolari, al femminile (die) e al neutro (das), come pure il plurale valido per tutti e tre i generi (die), sono uguali sia al nominativo che all’accusativo; solo quello maschile cambia: il nominativo è der, l’accusativo den. Si nota, pertanto, che il genere maschile, nell’accusativo singolare, sia determinativo che indeterminativo, presenta il marcatore “-en”.

Di seguito due minuscole indicazioni utili nella formazione delle frasi.

Chi o cosa fa qualcosa

nominativo

Chi o cosa non fa nulla

accusativo

Pubblicato dalla docente: Michela

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