FERNWEH, LA “NOSTALGIA DELLA LONTANANZA”

Vocabolario della lingua Tedesca
FERNWEH, LA “NOSTALGIA DELLA LONTANANZA”_

Fernweh, la “nostalgia della lontananza”

Vi è mai capitato di tornare da una vacanza con amici all’insegna del divertimento o da un viaggio ricco di esperienze e di sentire in voi quella voglia matta di ripartire, di rivivere cioè quel senso di libertà e di avventura?

Ebbene, in tedesco tale sensazione ha un nome ben preciso: si chiama Fernweh.

Un termine difficile da tradurre

Il vocabolo Fernweh è una parola composta che deriva dall’aggettivo tedesco fern, ossia ‘lontano’, e dal sostantivo Weh, ‘dolore’. Si tratta, tuttavia, di una parola tedesca difficile da tradurre in italiano (guarda l’articolo “Come tradurre 12 parole tedesche che non esistono in italiano“) e, proprio per questo, si preferisce renderla non con il suo significato letterale di “dolore per ciò che è lontano”, “dolore per la lontananza” o “dolore per i luoghi lontani”, bensì attraverso la traduzione della definizione stessa che ne danno i tedeschi: Sehnsucht nach der Ferne, ossia “nostalgia della lontananza”.

Differenze e similitudini con Wanderlust e Heimweh

Con Fernweh si intende, dunque, quel sentimento ben conosciuto non soltanto dai viaggiatori, ma da tutti coloro a cui sta stretta la quotidianità e che sentono il bisogno di evadere dalla routine, di viaggiare, di andare altrove tanto con il corpo quanto con la mente, all’insegna della scoperta del nuovo, di ciò che non è comune e familiare.

In tal senso è sinonimo di Wanderlust (La Wanderlust, il viaggio verso nuovi orizzonti), “la voglia di vagare” o il “desiderio di esplorare”, anche se quest’ultima non presuppone una qualsivoglia forma di dolore o sofferenza, bensì è da intendersi come voglia di scoperta entusiastica del nuovo: l’accezione è quindi più vivace e gioiosa.

Diversamente, esso si configura come l’esatto contrario di Heimweh (Heimweh, la “nostalgia di casa”), ossia la nostalgia dei luoghi che ci sono familiari, della nostra terra d’origine, quando ci troviamo lontani da casa.

L’origine del vocabolo

L’origine della parola risale al XIX secolo e viene attribuita al principe Hermann von Pückler-Muskau: egli, infatti, la utilizzò spesso nei racconti dei suoi viaggi in Europa e in Africa.

Pückler sagt irgendwo in seinen Schriften, daß er niemals an Heimweh, vielmehr an Fernweh leide

“Pückler dice da qualche parte nei suoi scritti che non soffre [soffrì] mai di Heimweh, quanto piuttosto di Fernweh”

Questo è quanto si legge nella sua biografia del 1843 a opera di August Jäger von Schlumb: si noti come l’opposizione tra i due vocaboli Fernweh e Heimweh sia particolarmente enfatizzata.

Oggi, tale termine viene utilizzato anche in altre lingue e, talvolta, anche in italiano (Parliamo già un po’ Deutsch? Parole tedesche che usiamo in italiano).

Il Fernweh-Park

Il significato intrinseco al vocabolo Fernweh è così forte da essersi spinto al di là del senso per il quale è comunemente conosciuto, facendo sì che nascesse il Fernweh-Park “Signs of fame” di Oberkotzau, una cittadina nel Land tedesco della Baviera.

Costruito il 9 novembre 1999, esattamente dieci anni dopo il crollo del Muro di Berlino, il Fernweh-Park vuol essere un simbolo di pace e di solidarietà a livello internazionale.

Si tratta, in breve, di un parco in cui vi sono migliaia di segnali indicanti località che provengono da tutto il mondo.

La Fernweh è un vocabolo che, essenzialmente, indica apertura al mondo, all’altro. E voi? Avete anche voi un po’ voglia di andare alla scoperta della nuovo? Di aprirvi a nuove culture? Di ampliare le vostre vedute?

Sicuramente studiare il tedesco permette di conoscere e apprezzare un popolo, una cultura e una lingua davvero unici e, perché no, magari di fare nuove esperienze e stringere nuove amicizie.

Pubblicato dal docente: Vittorio

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