Miti tedeschi: la Amphicar 770

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Miti tedeschi: la Amphicar 770

Sappiamo tutti quanto il popolo tedesco abbia una forte cultura automobilistica (ne abbiamo parlato qui: La forte cultura automobilistica in Germania ).

Le auto tedesche sono famose per prestazioni, affidabilità e carattere. Ma alcune di queste auto sorvolano il passare del tempo come vere o proprie icone, fissate indelebilmente nell´immaginario collettivo. Una di queste é senza dubbio la strabiliante, inimitabile Amphicar 770. Il nome così poco teutonico rende immediatamente l´idea: si tratta un veicolo che consente di godere del viaggio su strada, e poi, all´occorrenza e senza trasbordo alcuno, in grado di immergersi in uno specchio d´acqua per approdare, asciutti e rilassati, alla sponda opposta. Non poca cosa.

Nata dalla mano di Hans Trippel e prodotta nella Germania Ovest tra il 1961 e il 1968, in vendita al prezzo di 10,000 DM circa,  fu l´unica auto anfibia a essere pensata per uso civile e non militare. Venne infatti offerta al grande pubblico in 3878 esemplari, molti dei quali trovarono fortuna sul mercato americano. Prodotta dalla DWM (Deutsche Waggon- und Maschinenfabrik) a Wittenau, con carrozzeria fornita dalla IWK (Industrie-Werke Karlsruhe AG) a Lubecca e motore a quattro cilindri in linea a ciclo Otto della Triumph Herald 1200, vantava una cilindrata di 1147 cm2 e una potenza di 28 kW, L´auto, in grado di viaggiare perfettamente sia su strada, sia in acqua, raggiungeva una velocità massima di 120 km/h e di 12 km/h rispettivamente.  Offriva inoltre il lusso di una esperienza cabriolet per consentire di attraversare laghi e paesaggi assolati godendo della brezza e del sole.

In acqua come su strada, questo mezzo anfibio aveva trazione anteriore. Per la guida in acqua era dotata di luci di navigazione (rosse e verdi), di una luce di posizione bianca e di una tromba di segnalazione. Due eliche posteriori permettevano la spinta. L´impermeabilità, preoccupazione con tutta evidenza primaria, era garantita da una serie di doppie guarnizioni alle portiere; vi erano inoltre 13 punti d’ingrassaggio, per evitare grippaggi dovuto all´acqua nelle zone meccaniche. L´acciaio della parte immersa aveva uno spessore di 1,5 mm. Tutte le parti erano saldate.

La linea del veicolo, lungo 4,33 metri, risulta elegante e raffinata; la cura particolare dei dettagli é assolutamente evidente nei colori, tipici del decennio, offerti a listino con accattivanti nomenclature anglosassoni: Beach Sand White, Regatta Red, Lagoon Blue e Fjord Green. Bellissima e indimenticabile a tutti gli effetti, capace di unire la classe a una strizzata d´occhio di straordinaria simpatia e di far sognare una comoda, rilassata libertà.

Alcuni esemplari si trovano ancora oggi in vendita con una certa facilità. Per guidare una Amphicar, d´altra parte, é sufficiente una comune patente di guida per auto, abbinata a una patente nautica.

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